be you - unique
(di Martina Holzer-Geromin)
Se già ce l’hai ti puoi ritenere fortunato, se invece ti manca sappi che, essendo un bene prezioso ed indispensabile, è da alimentare quotidianamente!
Cos’è l’autostima? Al di là della nostra volontà è qualcosa che ci appartiene, la si inizia a sviluppare sin da piccoli e la si continua ad alimentare con le esperienze di vita. Ognuno di noi ha di sé un’immagine, la quale è composta come un mosaico che lentamente prende forma in base alle risposte che riceviamo dagli altri e a come noi li percepiamo e interpretiamo.
L’autostima può essere bassa, alta, positiva o negativa: ognuno è consapevole del fatto che la stima che abbiamo di noi stessi influisce sul proprio comportamento, sulle relazioni sociali e lavorative, sulla vita affettiva e familiare. Più si ha un’autostima alta, maggiore più si ha fiducia negli altri e più questi dimostrano una alta stima nei propri confronti. Minore è la stima che si ha di se stessi più si diventa pessimisti, autocritici e severi nei propri confronti, ci si lamenta continuamente stressandosi di più e sprecando delle energie senza realizzare niente di buono.
L’autostima è uno schema cognitivo-comportamentale, uno stile di pensiero che viene appreso sin dall’infanzia man mano che le persone interagiscono con gli altri e con l’ambiente. E’ basata sulla combinazione di informazioni oggettive verso se stessi e valutazioni soggettive di queste informazioni. Se, però, non mi faccio condizionare dai commenti degli altri perché riconosco le mie qualità, la mia unicità e il mio potenziale, divento una persona indipendente, libera e responsabile nei confronti di me stesso e nei confronti degli altri.
Sin da piccoli la famiglia stessa deve sostenere la stima del bambino attraverso messaggi educativi positivi, non facendogli vivere il non raggiungimento delle mete come un fallimento, ma rinforzarli ad accettare se stessi per l’essere e non per l’apparire. Il bambino introietta ed elabora quello che il mondo gli comunica su se stesso, interiorizza le opinioni che gli adulti hanno di lui, cominciando a considerarle realtà indiscutibili. Delle frasi che sminuiscono ciò che il bambino fa o ciò che lui pensa, ad es. “Non sei per niente buono” o “Non capisci niente”, tanto più provengono da figure significative (genitori, nonni, zii,…) tanto più per il bambino sono veritiere; questi messaggi vengono conservati poi per il resto della vita influenzandone tutte le esperienze.
Quando il bambino è accettato dagli adulti che si occupano di lui, sviluppa un senso di adeguatezza che si ripercuote successivamente positivamente nelle relazioni con gli altri durante il percorso dello sviluppo.
Dunque, è necessario avere fiducia in se stessi per riuscire ad affrontare le diverse situazioni che si presentano nei vari ambiti della vita. Un’autostima positiva permette nell’ambito socio-affettivo di avere delle relazioni di qualità piuttosto che di quantità, traendone positività emotiva; all’interno della sfera lavorativa dà il coraggio per confrontarsi con idee e concetti nuovi, per affrontare un cambiamento, per rafforzare l’impegno e realizzare i propri obiettivi. La mancanza di autostima rende la persona inattiva, apatica e toglie lo stimolo alla crescita emotiva e personale; il circolo vizioso si chiude: più si è passivi, meno si ha voglia di fare e meno risultati si ottengono.
Per una buona stima di se è importante riconoscere il proprio potenziale, i propri interessi, il proprio scopo nella vita; è necessario considerare i propri bisogni; definire i limiti e riconoscere le risorse di se stessi; esprimere le proprie opinioni; prendersi cura di se fisicamente ed emotivamente; imparare a conoscere le proprie qualità; è fondamentale stabilire dei traguardi perché mi aiutano ad inseguire una direzione che non fa sprecare le energie, e poi godere i momenti per averli raggiunti e ricaricarsi di positività per andare verso nuovi obiettivi per far sì che ci si senta vivi, realizzati e soddisfatti delle proprie conquiste; vuol dire assumersi le responsabilità per le proprie scelte e visionare ogni esperienza come opportunità di crescita personale.
L’autostima è quindi un bene che va alimentato fin da piccoli. Nel caso non dovesse essere così non c’è da disperarsi in quanto si può recuperare se c’è la volontà di lavorare regolarmente su stessi percependosi come una persona che può riprendersi in mano la propria vita. Per fare i primi passi, in questo caso, il supporto professionale può facilitare ed accelerare il progresso. Ne vale veramente la pena!